Sono
stanco! Sì,
sono proprio stanco di trovare il telefono sempre occupato. E non ne posso più
di sentire il tu-tu nelle orecchie, e quella voce di plastica che dice, il numero da lei chiamato potrebbe essere
occupato in questo momento…
Ho capito!
Non sono uno stupido, lo so che la linea non c’è, non è necessario che lo ripeti tutte le volte!
Chiunque tu sia, maledetta, dimmelo ogni tanto, magari una volta la settimana, anche una sola volta al giorno, ma non c’è bisogno che parli… forse lo fai per non farmi sentire cosa sta dicendo quella là. Dimmi piuttosto con chi sta parlando, così ti rendi utile e perlomeno giustifichi la tua presenza nel mio telefono.
Una cosa è certa, io le donne in generale e in modo particolare le casalinghe, proprio non le capisco.
Ho capito!
Non sono uno stupido, lo so che la linea non c’è, non è necessario che lo ripeti tutte le volte!
Chiunque tu sia, maledetta, dimmelo ogni tanto, magari una volta la settimana, anche una sola volta al giorno, ma non c’è bisogno che parli… forse lo fai per non farmi sentire cosa sta dicendo quella là. Dimmi piuttosto con chi sta parlando, così ti rendi utile e perlomeno giustifichi la tua presenza nel mio telefono.
Una cosa è certa, io le donne in generale e in modo particolare le casalinghe, proprio non le capisco.
Ma come fanno? Mi domando sempre inutilmente. Passano tutto il giorno a stendere i panni e a stirarli, mentre la lavatrice va a ciclo continuo e prepara la scorta per il giorno dopo. Contemporaneamente sono davanti ai fornelli, poi impiegano ore e ore per fare i mestieri. Lavano il pavimento, passano l’aspirapolvere, sbattono i tappeti. Senza contare le docce, il trucco e la messaimpiega… ma come fanno, dico io, dove lo trovano il tempo per fare tutte queste cose, se sono sempre al telefono?
Oppure, nella remota eventualità che il telefono sia libero, ebbene, in quelle rarissime occasioni, le probabilità che non siano in casa sono altissime. Anche in quel caso sono organizzatissime e subito dopo senti la loro voce registrata sulla segreteria declamare: «…sono momentaneamente assente, lasciate un messaggio, parlate dopo il segnale.»
Hanno pensato proprio a tutto.
Eh no, cara mia! Io non aspetto il segnale per mandarti a… ma questo è un altro argomento delicato che per il momento non voglio affrontare.
Se diversamente le trovi a casa, stai tranquillo che ti rispondono con un tono disinvolto:
Pronto? Ah sei tu? Non aggiungono altro, ma non lasciatevi ingannare, sicuramente stanno pensando: Brutta bestia, era ora che ti facevi sentire!
Ma tu fai finta di nulla, hai deciso di fare il signore e con le buone maniere domandi, Cara, dove sei stata? Ti ho cercato tutto il giorno, e…
Ecco che loro si meravigliano, ti mettono in stand by, ci pensano un po’ su e con un linguaggio semplice, adatto anche a un ritardato mentale, scandendo bene la voce, affinché tu possa capire bene, esclamano:
Ma quando mai? Se sono andata a fare la spesa e sono stata fuori solo due minuti! Oppure altrettanto candidamente, Sarò stata fuori con il cane, forse stavo sul terrazzo a stendere i panni, magari ero dalla vicina di casa che mi mancava il sale… Ma tu perché, scusa, non mi chiami al cellulare?
Al cellulare? In questi casi io rispondo sempre no, grazie!
Tanto è lo stesso, la situazione non cambia perché state sicuri che non rispondono. Non c’è campo! Quando le chiami non hanno mai uno straccio di tacca a disposizione.
Oppure il loro telefonino ha la batteria scarica, e molto più probabilmente sono al volante della loro automobile, o magari sono in chiesa, o dal dentista e non possono parlare perché sono sotto l’effetto dell’anestetico. Forse sono dalla parrucchiera, sotto il casco, oppure si stanno facendo lo shampoo, le unghie, la ceretta, la lampada e perché no, adesso che vanno tutte in palestra, c’è il rischio che le trovi sul tapis-roulant e rispondono con la lingua di fuori, come un labrador in affanno.
Forse si parlava del “Mio cellulare?”
Anche in questo caso rispondo ancora no, grazie!
Non sono pazzo fino a questo punto!
Io chiamo solo dal telefono dell’ufficio, dove non pago; perché se per caso mi lascio commuovere e in casi eccezionali uso il mio portatile… allora mi gioco in una volta sola tutti gli straordinari della settimana e se mi capita di litigare, e poi sono costretto a numerose chiamate per fare la pace, allora mi fotto anche le ferie non godute.
A proposito di soldi, adesso mi sono ricordato che stasera devo andare a cena da lei e… cosa le porto? Non posso presentarmi a mani vuote.
Io lo so che per questa cenetta al lume di candela, lei si aspetta un bel mazzo di rose. È il nostro primo anniversario: sono dodici mesi esatti dalla prima volta. Mi sono messo anche i pantaloni e la camicia che mi ha regalato lei, ma io non scendo conciato così dalla macchina. Davanti al suo condominio? Mai e poi mai! Con la gente alla finestra che mi guarda come un alieno, mentre io sto lì a fare l’indiano con il mazzo di fiori in mano? Impossibile. Escluso.
E nemmeno da morto passo con l’incarto davanti alla portinaia che, chissà perché, già mi guarda col sorrisetto strano.
Eccolo qua il pirla che va al terzo piano, da quella col cane… guarda la faccia che ha! Sono sicuro che pensi qualcosa del genere, mentre mi saluta con un cenno d’intesa.
Brutta stronza! Dovresti vedere quando esco… la faccia che ho! Mi dico, cercando di farmi coraggio. Per fortuna vado via tardi: verso la una o le due e anche alle tre, ma grazie al cielo a quell’ora non ci sei più a fare la guardia in quella cuccia di vetro e legno.
Poi sulle scale sono sicuro di scontrarmi con l’inquilino del secondo piano.
Ma quando lo aggiusti ‘sto letto del cazzo, ma perché non fate meno casino, oppure perché non lo fate sulla lavatrice che già fa rumore e così non vi sento?!
Va bene, va bene… basta così!
Ci penserò per strada cosa portare, ma… adesso, è ora che la chiami, prima che cambi idea e m’inventi una scusa per non andare da lei:
Pronto?
Ah, sono io, cara. A che ora arrivo? Ma tra una mezz’ora, amore mio, forse anche meno e tu, fatti bella, preparati, mi raccomando che stasera…Come dici? Ma nooooo. Dai che non sono solo… dai che mi vergogno… e va bene, va bene… Sì, bacino, bacino, bacino…Contenta? Non ti preoccupare, sì, amore mio… al vino ci penso io!
Ma sì, quello con i baffetti, quello che abita proprio sotto di lei e tutte le volte che mi guarda, sembra mi voglia dire:
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