SEMPRE DI
VENERDI’
(5366
parole)
La visita a
domicilio
Il dottor Gallo si aggiustò il cappello con un gesto consueto davanti allo specchio, ebbe appena il tempo di riflettere che il borsalino di feltro andava sostituito con uno più adatto alla mezza stagione, quando il telefono sulla consolle squillò.
«Chi era?» domandò Cecilia, spalancando la porta del bagno. «Qualche problema?»
«Niente di nuovo» rispose il dottore, con la cornetta ancora in mano. «La solita visita a domicilio.»
«Meno male, ma torni per pranzo?»
«No, oggi non mi aspettare.»
«Lo sapevo!» brontolò Cecilia, richiudendo la porta di scatto. «Semper de venerdì…»
«Che hai detto?» domandò Gallo. «Vuoi ripetere?»
Uno scroscio d’acqua gli impedì di sentire la risposta. Rimase qualche istante in ascolto, poi s’infilò il trench con tutta calma, guardò ancora l’ora della pendola, quindi decise di varcare la soglia di casa.
Il dottor Gallo si aggiustò il cappello con un gesto consueto davanti allo specchio, ebbe appena il tempo di riflettere che il borsalino di feltro andava sostituito con uno più adatto alla mezza stagione, quando il telefono sulla consolle squillò.
«Chi era?» domandò Cecilia, spalancando la porta del bagno. «Qualche problema?»
«Niente di nuovo» rispose il dottore, con la cornetta ancora in mano. «La solita visita a domicilio.»
«Meno male, ma torni per pranzo?»
«No, oggi non mi aspettare.»
«Lo sapevo!» brontolò Cecilia, richiudendo la porta di scatto. «Semper de venerdì…»
«Che hai detto?» domandò Gallo. «Vuoi ripetere?»
Uno scroscio d’acqua gli impedì di sentire la risposta. Rimase qualche istante in ascolto, poi s’infilò il trench con tutta calma, guardò ancora l’ora della pendola, quindi decise di varcare la soglia di casa.