IL TESORO DI
DANTE
(5800
parole)
Uno
Prima d’entrare nel buio androne, il dottor Gallo si soffermò pensieroso davanti al portone del numero dodici di via Casematte; alzò gli occhi sulla facciata della palazzina anni Venti e, improvvisamente, ebbe la netta sensazione d’aver già salito quei quattro gradini di pietra grigia.
Si guardò intorno spaesato, poi riandò con la memoria ai tempi in cui tutt’intorno c’erano solo campi, orti e più in là, a ridosso della ferrovia, le fatiscenti baracche degli sfollati di guerra e disgraziati senza un tetto: le famigerate cà di toll.
S’infilò nel portone senza altri indugi e bussò ai vetri della guardiola. Quando la portinaia aprì la porta, il profumo di minestrone si mischiò all'odore pungente della varechina.
Prima d’entrare nel buio androne, il dottor Gallo si soffermò pensieroso davanti al portone del numero dodici di via Casematte; alzò gli occhi sulla facciata della palazzina anni Venti e, improvvisamente, ebbe la netta sensazione d’aver già salito quei quattro gradini di pietra grigia.
Si guardò intorno spaesato, poi riandò con la memoria ai tempi in cui tutt’intorno c’erano solo campi, orti e più in là, a ridosso della ferrovia, le fatiscenti baracche degli sfollati di guerra e disgraziati senza un tetto: le famigerate cà di toll.
S’infilò nel portone senza altri indugi e bussò ai vetri della guardiola. Quando la portinaia aprì la porta, il profumo di minestrone si mischiò all'odore pungente della varechina.