L’altra sera dopo cena, mentre dormivo profondamente in poltrona, forse
per merito di un noioso dibattito politico alla televisione e la complicità di
un buon bicchiere di Montepulciano di Controguerra, sono entrato di soppiatto
nella mia testa. Volevo dare una sbirciatina al mio cervello e capire che fine
fanno tutti quei nomi propri di persona, animali e città, che alla bisogna
mancano regolarmente all’appello.
Mi aspettavo, a dire il vero, di trovare il solito disordine dentro il mio cranio. Pensavo di dover affrontare a viso aperto la confusione mentale di sempre, e di assistere al consueto carosello di domande senza risposte.
Mi aspettavo, a dire il vero, di trovare il solito disordine dentro il mio cranio. Pensavo di dover affrontare a viso aperto la confusione mentale di sempre, e di assistere al consueto carosello di domande senza risposte.